Consumatori

Realizzato nell'ambito del Programma regionale generale di intervento 2013 con l'utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo economico

Azioni esecutive di Equitalia direttamente sul conto corrente

Dal 1° luglio Equitalia può accedere a qualsiasi banca dati telematica e prelevare, con alcuni limiti, anche dal conto corrente. L'istanza di sospensione: in quali casi può condurre all'estinzione del debito

In base alla nuova forma giuridica nata dall’accorpamento tra Equitalia e Agenzia delle Entrate, ente ribattezzato Agenzia delle Entrate-Riscossione, dal 1° luglio 2017  Equitalia potrà prelevare direttamente il denaro dal conto corrente, dato che la cartella esattoriale di pagamento è già un atto esecutivo. Quindi maggiori poteri per questo nuovo ente pubblico, che rimane controllato dal Ministero delle Finanze. Equitalia, accedendo a qualsiasi banca dati telematica, potrà verificare i redditi ed i beni in possesso dei contribuenti per pignorarli. Può inoltre venire a conoscenza di eventuali spostamenti di denaro fatti per evitare il pignoramento,  e infine può eseguire il pignoramento sullo stipendio.  

banconoteEquitalia smentisce argomentando che è una norma in vigore dal 2005 e perciò dal 1° luglio nessuna novità:” Equitalia procede alle azioni esecutive solo dopo che il contribuente non ha dato seguito agli atti che gli sono stati notificati (cartella di pagamento, solleciti di pagamento, avvisi di intimazione), né provvedendo al loro pagamento, neanche in forma rateale, né contestandone il contenuto”, afferma in una nota l’ente.

L’Associazione dei consumatori Codici ritiene il pignoramento di un conto corrente un atto di inciviltà estremo “Si pensi alle famiglie che sul conto hanno i soldi con i quali devono pagare oltre alle utenze o all’affitto, ad esempio proprio un finanziamento, una rata qualsiasi, l’asilo dei figli, o semplicemente devono vivere con il denaro depositato, oltre allo stipendio” afferma il Segretario Nazionale di Codici, Ivano Giacomelli  “Prima Equitalia pignora il conto corrente con i soldi che vi sono depositati, poi è il cittadino a dover fare causa rivolgendosi ad un giudice. Dopo quanto tempo rivedrà i propri soldi? Dati i tempi delle cause italiane, tre o quattro anni. E’ una barbarie autorizzata- conclude Giacomelli- per vessare il cittadino già ulteriormente provato, Equitalia prima di adottare questi provvedimenti coattivi, dovrebbe capire che situazione vi è sotto una mancata risposta di qualsivoglia natura da parte del cittadino, e non metterlo spalle al muro”.

Cosa prevede la normativa:

Fermo, ipoteca e pignoramento

Dopo 60 giorni dalla notifica della cartella, se il cittadino non ha provveduto al pagamento, non ha ottenuto una rateizzazione o non è intervenuto un provvedimento di sospensione o annullamento del debito, Equitalia attiva le procedure previste dalla legge per tutelare e riscuotere il credito degli enti  che le hanno affidato l’incarico di recuperare le somme dovute. Per i debiti fino a mille euro non si procede alle azioni cautelari ed esecutive prima di 120 giorni dall’invio, mediante posta ordinaria, di una comunicazione contenente il dettaglio del debito.

Procedure Cautelari

Fermo Amministrativo

Il fermo amministrativo è l’atto con cui si dispone il blocco dei veicoli intestati al debitore. Prima dell’attivazione della procedura il debitore riceve la comunicazione di preavviso di fermo amministrativo. Con questo atto l’interessato è invitato a mettersi in regola nei successivi 30 giorni e viene informato che, in caso di mancato pagamento, si procederà all’iscrizione del fermo sul veicolo corrispondente alla targa indicata. Il fermo non viene iscritto se il debitore dimostra, entro i suddetti 30 giorni, che il veicolo è strumentale all’attività di impresa o della professione da lui esercitata. (decreto legge n.69/2013 cd. “decreto del fare” convertito con modificazioni dalla legge n. 98/2013). Trascorsi 30 giorni dalla notifica del preavviso di fermo amministrativo, senza che il debitore abbia dato seguito al pagamento delle somme dovute, oppure senza che ne abbia richiesto la rateizzazione, ovvero in mancanza di provvedimenti di sgravio o sospensione, si procede con l’iscrizione del fermo amministrativo al Pubblico registro automobilistico (PRA). La cancellazione del fermo può essere effettuata solo dopo aver saldato integralmente il debito e ottenuto dall’Agente della riscossione il provvedimento di revoca da presentare al PRA. In caso di rateizzazione, al pagamento totale della prima rata del piano di rateizzazione, il debitore può richiedere all’Agente della riscossione la sospensione del provvedimento di fermo, al fine di poter circolare con il veicolo interessato. L’Agente della riscossione rilascerà, infatti, un documento contenente il proprio consenso all’annotazione della sospensione del fermo, che anche in questo caso il debitore dovrà presentare direttamente al PRA.
Scarica l'istanza di sospensione del fermo a seguito del pagamento della prima rata del piano di rateizzazione. Nel caso in cui il debitore non proceda al pagamento di quanto richiesto, il mezzo potrà essere pignorato e venduto all’asta (vedi procedure esecutive).

Ipoteca sugli immobili

L’ipoteca è una forma di garanzia del credito vantato dagli enti che hanno affidato all’Agente della riscossione l’incarico di recuperare le somme dovute dal debitore. L'ipoteca può essere iscritta, in presenza di debiti non inferiori a 20 mila euro, su uno o più immobili del debitore, per un importo pari al doppio del credito complessivo per cui Equitalia procede e previa comunicazione scritta. Il contribuente riceve, infatti, sempre un preavviso con il quale viene invitato a pagare le somme dovute entro 30 giorni. Trascorso tale termine senza che il debitore abbia dato seguito al pagamento delle somme dovute, oppure senza che ne abbia richiesto la rateizzazione, ovvero in mancanza di provvedimenti di sgravio o sospensione, si procede con l’iscrizione dell’ipoteca alla Conservatoria competente. La cancellazione dell’ipoteca avviene a seguito del saldo integrale del debito. Dopo l’iscrizione di ipoteca, se il debito rimane insoluto o non rateizzato oppure non è oggetto di provvedimento di sgravio o sospensione - e se il bene rientra nelle condizioni previste dalla legge - Equitalia potrà procedere al pignoramento e alla vendita dell’immobile (vedi procedure esecutive).

Procedure Esecutive

La procedura esecutiva prende avvio con il pignoramento che può avere a oggetto: somme, beni mobili e beni immobili. L’espropriazione forzata è preceduta dalla notifica dell’avviso di intimazione in tutti i casi in cui la notifica della cartella di pagamento sia avvenuta da più di un anno. Dalla data di notifica dell’avviso il debitore ha 5 giorni di tempo per effettuare il versamento di quanto dovuto. Resta ferma la possibilità di chiedere la rateizzazione delle somme a debito o la sospensione legale della riscossione nei casi e nei termini previsti dalla legge.

Pignoramento ed espropriazione (vendita all’asta) di beni mobili e immobili

Si dà corso alle procedure esecutive per la vendita all’asta dei beni in caso di debiti per i quali persiste il mancato pagamento e soltanto in presenza delle condizioni stabilite dalla legge. In particolare il pignoramento immobiliare non può essere effettuato se l’immobile ha tutte le seguenti caratteristiche:

  • è l’unico immobile di proprietà del debitore;
  • è adibito a uso abitativo e il debitore vi risiede anagraficamente;
  • non è di lusso, (cioè non ha le caratteristiche previste dal decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 agosto 1969, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 218 del 27 agosto 1969) e non è comunque una villa (A/8), un castello o un palazzo di eminente pregio artistico o storico (A/9).

Negli altri casi si può procedere al pignoramento e alla vendita all’asta dell’immobile solo se:

  • l'importo complessivo del debito è superiore a 120 mila euro;
  • il valore degli immobili del debitore è superiore a 120 mila euro;
  • sono passati almeno sei mesi dall’iscrizione di ipoteca e il debitore non ha pagato.

La legge prevede che il contribuente, con il consenso di Equitalia, possa vendere personalmente l’immobile pignorato o ipotecato entro i 5 giorni che precedono il primo incanto oppure, nel caso in cui lo stesso non vada a buon fine, entro il giorno precedente al secondo incanto.

In questo caso l’intero corrispettivo sarà versato direttamente a Equitalia che utilizzerà l’importo per il saldo del debito e restituirà al debitore l’eventuale somma eccedente entro i 10 giorni lavorativi successivi all’incasso.

Avviso di vendita

Il pignoramento immobiliare dell’Agente della riscossione è effettuato mediante la trascrizione nei registri immobiliari di un avviso che viene notificato al debitore entro i successivi cinque giorni. L’avviso contiene: a) le generalità del soggetto nei confronti del quale si procede; b) la descrizione degli immobili con le indicazioni catastali e la precisazione dei confini; c) l'indicazione della destinazione urbanistica del terreno; d) il giorno, l'ora e il luogo del primo, del secondo e del terzo incanto, con intervallo minimo di venti giorni; e) l'importo complessivo del credito per cui si procede, con il dettaglio dell’imposta, l’indicazione degli interessi di mora e delle spese di esecuzione già maturate; f) il prezzo base dell'incanto; g) la misura minima dell'aumento da apportare alle offerte; h) l’avvertenza che le spese di vendita e gli oneri tributari concernenti il trasferimento sono a carico dell’aggiudicatario; i) l'ammontare della cauzione e il termine entro il quale deve essere prestata dagli offerenti; l) il termine di versamento del prezzo; m) l'ingiunzione ad astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito i beni assoggettati all’espropriazione e i frutti di essi.

Pignoramento presso terzi

Il pignoramento presso terzi riguarda i crediti che il debitore ha verso terzi (per esempio il conto corrente, stipendio), oppure cose del debitore che sono in possesso di terzi. Con questa procedura si richiede a un terzo di versare direttamente a Equitalia quanto da lui dovuto al debitore di quest’ultima, che, a sua volta, è creditore del terzo.

Pignoramento di stipendi e pensioni

Se il i pignoramento riguarda stipendi o pensioni o qualsiasi altra indennità derivante da rapporto di lavoro o di impiego, esistono per l’Agente della riscossione alcuni limiti:

  • fino a 2.500 euro la quota pignorabile è un decimo;
  • tra 2.500 e 5.000 euro la quota pignorabile è un settimo;
  • sopra i 5.000 euro la quota pignorabile è un quinto.

Pignoramento conti correnti

Il pignoramento può essere effettuato anche sulle somme depositate sul conto corrente, a esclusione dell’ultimo stipendio o pensione che resta sempre disponibile per qualsiasi necessità del debitore.

 

L'istanza di sospensione: cos'è e in quali casi può condurre all'estinzione del debito esattoriale (autore avv. Marco Borriello)

È ormai noto che i cittadini sono obbligati a versare oneri e contributi a seconda delle disposizioni normative vigenti. Se siamo proprietari di una casa e l’occupiamo, dobbiamo ad esempio pagare la tassa sui rifiuti. Se non rispettiamo il codice della strada, dobbiamo pagare la relativa sanzione amministrativa (multa). Ebbene le ipotesi appena riportate, puramente esemplificative, obbligano il cittadino di turno a versare gli oneri previsti. Se non lo fa nei termini e con le modalità stabilite dalla legge, scatta l’inesorabile cartella esattoriale.

Detto ciò, non sempre l’agente della riscossione (Equitalia o chiunque altro) quando notifica la cartella è esente da ogni contestazione. Magari avete fatto ricorso precedentemente contro la multa ricevuta e avete già vinto la causa oppure sono già trascorsi i cinque anni previsti dalla legge per far maturare la prescrizione della sanzione (in pratica la multa è scaduta). In questo, così come in altri casi analoghi, la strada del ricorso giudiziale, con tanto di spese per avvocati e quant’altro, non è l’unica strada percorribile.

È possibile, infatti, presentare all’agente della riscossione, un’apposita istanza di sospensione, che potrà condurre anche allo sgravio, cioè all’estinzione, del debito oggetto della cartella oppure ribadito all’interno, ad esempio, di un atto d’intimazione. Ebbene, tale istanza, normalmente confusa con quella di autotutela, deve essere presentata nei termini e con le modalità stabilite dalla legge. Vediamo quali sono le caratteristiche dell’istanza di sospensione e cosa accade successivamente alla sua proposizione.

Che cos’è l’istanza di sospensione

Con l’istanza di sospensione (tecnicamente definita sospensione legale della riscossione), che può essere presentata presso l’agente della riscossione (ad esempio, Equitalia), il cittadino può ottenere la sospensione e l’annullamento degli oneri dovuti all’ente creditore. Tale possibilità è riconosciuta dalla legge, solo in determinate e tassative circostanze [1] e per la precisione, quando gli atti emessi dall’ente prima della formazione del ruolo o dei successivi avvisi e/o cartelle, sono interessati:

  • da prescrizione o decadenza del diritto di  credito  sotteso, intervenuta in data antecedente a quella in  cui  il  ruolo  e’  reso esecutivo;
  • da un provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore;
  • da una sospensione amministrativa comunque concessa dall’ente creditore;
  • da una sospensione giudiziale, oppure  da  una  sentenza  che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa  dell’ente  creditore, emesse in un giudizio al quale il concessionario per  la  riscossione non ha preso parte;
  • da un pagamento effettuato, riconducibile al ruolo in oggetto, in data antecedente alla formazione  del  ruolo  stesso,  in  favore dell’ente creditore;

L’istanza e le circostanze per le quali si chiede la sospensione e l’annullamento devono essere debitamente documentate. Inoltre è fondamentale che sia presentata, a pena di decadenza, entro sessanta giorni dal ricevimento dell’atto.

Possono essere annullati i debiti oggetto dell’istanza?

Nei dieci giorni successivi, l’agente della riscossione trasmette il tutto all’ente creditore, il quale entro 220 giorni successivi alla data di deposito dell’istanza, deve dare conferma o meno della sospensione, dello sgravio oppure della legittimità del debito [2].

Se il termine, poc’anzi indicato, trascorre senza che il debitore e l’agente della riscossione abbiano ricevuto alcunché dall’ente creditore, gli oneri oggetto dell’istanza e rientranti nelle ipotesi tassativamente indicate dalla legge, sono considerati annullati di diritto ed il debitore sgravato degli stessi [3].

[1] Art. 1, co. 538, L. n. 228/2012.

538. Ai fini di quanto stabilito al comma 537, entro novanta giorni
dalla notifica, da parte del concessionario per la  riscossione,  del
primo atto  di  riscossione  utile  o  di  un  atto  della  procedura
cautelare o esecutiva eventualmente intrapresa dal concessionario  il
contribuente  presenta  al  concessionario  per  la  riscossione  una
dichiarazione anche con modalita' telematiche,  con  la  quale  venga
documentato che gli  atti  emessi  dall'ente  creditore  prima  della
formazione del ruolo, ovvero la successiva cartella  di  pagamento  o
l'avviso per i quali si procede, sono stati interessati: 
    a) da prescrizione o decadenza del diritto  di  credito  sotteso,
intervenuta in data antecedente a quella in  cui  il  ruolo  e'  reso
esecutivo; 
    b) da un provvedimento di sgravio emesso dall'ente creditore; 
    c) da una sospensione amministrativa comunque concessa  dall'ente
creditore; 
    d) da una sospensione giudiziale,  oppure  da  una  sentenza  che
abbia annullato in tutto o in parte la pretesa  dell'ente  creditore,
emesse in un giudizio al quale il concessionario per  la  riscossione
non ha preso parte; 
    e) da un pagamento effettuato, riconducibile al ruolo in oggetto,
in data antecedente alla  formazione  del  ruolo  stesso,  in  favore
dell'ente creditore; 
    f) da qualsiasi altra  causa  di  non  esigibilita'  del  credito
sotteso. 

[2] Art. 1, co. 539, L. n. 228/2012.

539. Entro il termine di  dieci  giorni  successivi  alla  data  di
presentazione  della  dichiarazione  di  cui   al   comma   538,   il
concessionario per la riscossione  trasmette  all'ente  creditore  la
dichiarazione presentata dal debitore e la documentazione allegata al
fine di avere conferma dell'esistenza delle ragioni del  debitore  ed
ottenere,  in  caso  affermativo,  la  sollecita  trasmissione  della
sospensione  o  dello  sgravio  direttamente   sui   propri   sistemi
informativi. Decorso il termine di ulteriori sessanta  giorni  l'ente
creditore e' tenuto, con propria comunicazione inviata al debitore  a
mezzo  raccomandata  con  ricevuta  di  ritorno  o  a   mezzo   posta
elettronica certificata  ai  debitori  obbligati  all'attivazione,  a
confermare allo stesso la correttezza della documentazione  prodotta,
provvedendo, in  paritempo,  a  trasmettere  in  via  telematica,  al
concessionario della  riscossione  il  conseguente  provvedimento  di
sospensione   o   sgravio,   ovvero   ad   avvertire   il    debitore
dell'inidoneita'  di  tale  documentazione  a  mantenere  sospesa  la
riscossione, dandone, anche in  questo  caso,  immediata  notizia  al
concessionario della riscossione per  la  ripresa  dell'attivita'  di
recupero del credito iscritto a ruolo. 

 

[3] Art. 1, co. 540, L. n. 228/2012.

 540. In caso di mancato invio, da parte dell'ente creditore,  della
comunicazione prevista dal comma 539 e di  mancata  trasmissione  dei
conseguenti flussi informativi al concessionario  della  riscossione,
trascorso inutilmente il termine di duecentoventi giorni  dalla  data
di  presentazione  della  dichiarazione  del  debitore  allo   stesso
concessionario della riscossione, le partite di cui al comma 537 sono
annullate di diritto e quest'ultimo  e'  considerato  automaticamente
discaricato dei relativi ruoli. Contestualmente sono eliminati  dalle
scritture patrimoniali dell'ente creditore i corrispondenti importi. 
Azioni sul documento
Pubblicato il 09/06/2017 — ultima modifica 09/06/2017
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