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Come difendersi dalle truffe finanziarie

U.DI.CON

Dopo la truffa di durata decennale scoperta recentemente dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Modena, che ha portato all’arresto di un promotore finanziario modenese trentenne reo di aver carpito la buona fede degli investitori per più di 5 milioni di euro, si ripropone puntuale il rischio di incappare in veri e propri raggiri nel tentativo di inseguire la prospettiva di lauti e rapidi guadagni.

Il promotore modenese sfruttava il collaudato “schema Ponzi”. Semplificando molto, la cosa funziona così. Un “promotore” vi propone un investimento sicuro e garantito, e che renderà molto e in poco tempo. Voi accettate la proposta e date a lui i vostri soldi. Lui rispetterà i patti, dandovi quanto pattuito alla data prevista. Lo farà andando in perdita oppure, quando il meccanismo comincerà a funzionare, girando a voi parte del denaro avuto da altre persone che come voi si saranno fatte convincere. In questo modo la sua reputazione crescerà e altri “investitori” entreranno nello schema. In alcuni casi sono gli stessi partecipanti a trovare nuovi adepti. Il gioco regge finché nuove vittime cadono nella rete. Ma regolarmente, a un certo punto, il meccanismo si inceppa, la truffa viene scoperta e il gioco finisce. E la maggior parte dei partecipanti perde il proprio denaro.

Come fare allora per sapere in anticipo se è opportuno affidare i propri risparmi e le scelte di investimento ad un consulente finanziario?

La prima cosa da fare è verificare se il promotore/consulente sia effettivamente autorizzato a svolgere l’attività di consulenza finanziaria fuori sede e se sia quindi iscritto all’albo (consultabile sul sito www.albopf.it). Il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede è l’unico operatore dell’industria del risparmio abilitato a promuovere e collocare prodotti finanziari e servizi di investimento in luogo diverso dalla sede e dalle dipendenze del soggetto abilitato per cui presta servizio.

Il consulente ha l’obbligo di offrire un prodotto finanziario/investimento che sia:

adeguato agli obiettivi di investimento del cliente;

rapportato alla capacità finanziaria del cliente;

rapportato all’esperienza/conoscenza da parte del cliente in merito alla natura e ai rischi dell’investimento.

COME DIFENDERSI DALLE TRUFFE

diffidare dagli investimenti "a rischio zero" ma che al contempo assicurano alti rendimenti;

indagare, anche attraverso l'utilizzo di banche dati private o chiedendo alla Consob (autorità che vigila sul mercato italiano), le caratteristiche dello strumento finanziario proposto dal soggetto che lo propone;

leggere attentamente la documentazione disponibile che dobbiamo sempre richiedere;

effettuare i pagamenti attraverso strumenti tracciabili intestati esclusivamente alla banca per cui l’intermediario lavora.

COSA FARE IN CASO DI TRUFFA

Conservare e raccogliere la documentazione utile a dimostrare il raggiro;

denunciare il comportamento illecito dell’intermediario finanziario alla Consob;

denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine.

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Pubblicato il 10/10/2017 — ultima modifica 10/10/2017
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