Unioni di Comuni, 15,8 milioni per la gestione associata di funzioni

8 milioni dalla Regione. I contributi a 39 Enti. Petitti: “Premiati quelli che garantiscono più servizi ai cittadini”

22.10.2016

Sede della Regione, torriContributi per oltre 15,8 milioni di euro, di cui 8 dalla Regione, a 39 Unioni di Comuni dell’Emilia-Romagna. I finanziamenti, relativi al 2016, sono incentrati in particolar modo sull'effettività delle gestioni associate  e tengono in maggior conto gli sforzi compiuti dai Comuni per l'allargamento e lo sviluppo delle Unioni. Quelle che hanno presentato domanda sono state 41, di cui 39 ammesse; due sono state escluse per mancanza di requisiti.

Alle risorse stanziate dalla Regione si sommano 7,8 milioni di provenienza statale. Il contributo complessivo, al netto dei 3 milioni riservati alle sole Unioni montane, è stato ripartito sulla base del numero e della consistenza delle funzioni gestite, della popolazione, del territorio e del numero dei Comuni dell'Unione e, inoltre, in base all'effettività economica della gestione delle funzioni.

Nel dettaglio, 2,91 milioni arrivano nel territorio di Bologna, da suddividere tra le 7 Unioni. Seguono Modena con 2,70 milioni per 6 Unioni; Reggio Emilia  con 2,46 milioni per 7 Unioni; Piacenza  con 1,94 milioni per 7 Unioni; Forlì-Cesena  con 1,46 milioni per 3 Unioni; Ravenna con 1,45 milioni per 2 Unioni; Parma  con 1,30 milioni per 3 Unioni; Rimini con 827mila euro per 2 Unioni e Ferrara  con 792mila euro per due Unioni. 

il commento

"Questa è innanzitutto una fase di sperimentazione, avviata con un grande processo collaborativo tra tutti gli enti interessati", afferma l’assessore al Bilancio e riordino territoriale, Emma Petitti. "Con questo primo bilancio, è emersa la valorizzazione di quei modelli di Unioni positivi, che garantiscono maggiori servizi ai cittadini e allo stesso tempo razionalizzano le risorse impiegate. Allo stesso tempo cerchiamo di correggere le criticità emerse. Abbiamo già avviato un confronto con i presidenti delle Unioni su cui dovremo lavorare di più". In particolare, prosegue, “sono due gli aspetti emersi: da una parte la presenza di Unioni più solide e integrate, che hanno realizzato passi in avanti notevoli grazie a processi riorganizzativi e funzionali indotti e favoriti da alcuni dei nuovi criteri incentivanti, con un aumento sia del numero che della rilevanza delle gestioni associate. Dall'altra, è emersa qualche criticità da parte di enti in cui continuano a persistere aspetti di debolezza territoriale e strutturale oppure di scarso interesse per un'integrazione più evoluta e forte tra i Comuni. Il riparto- chiude l’assessore- è risultato quindi più selettivo e ha premiato le Unioni più attive e dinamiche”. 

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Pubblicato il 22/10/2016 — ultima modifica 15/12/2016
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