In bici da Roma per rilanciare il sogno Ue: Lucia Bruni fa l'impresa e arriva a Bruxelles

Per la ragazza bolognese 2mila km in solitaria a 60 anni dai Trattati firmati nella Capitale italiana

06.07.2017

Lucia Bruni a Bruxelles 5 luglio 2017 - 2Dopo un viaggio in bici di oltre 2 mila chilometri in 18 giorni attraverso sette Stati membri dell’Unione europea, Lucia Bruni, bolognese, impegnata nella cooperazione e appassionata di ciclismo, è arrivata ieri a Bruxelles alla sede della Delegazione presso l’Ue della Regione Emilia-Romagna.
Il suo percorso in solitaria per raccontare il bello dell’Europa e rilanciare il sogno dell'Unione europea a 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma è iniziato il 19 giugno proprio nella Capitale, ha poi  fatto tappa in Emilia-Romagna, dove ha incontrato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e visitato assieme all’assessore all’Agricoltura, Simona Caselli, il Caseificio Caretti di San Giovanni Persiceto (Bo), ricostruito dopo il sisma del 2012 grazie ai fondi europei. Bruni ha poi continuato il suo viaggio raggiungendo alcuni dei luoghi più significativi per il processo di integrazione europea: Strasburgo, Lussemburgo, Schengen, Maastricht.

Ad accoglierla a Bruxelles Lorenza Badiello, responsabile della Delegazione presso l’Ue della Regione Emilia-Romagna, rappresentanti delle Istituzioni comunitarie e di reti europee quali Arepo, Associazione delle regioni europee per i prodotti d’origine, Areflhl, Associazione regioni europee ortofrutticole, che hanno patrocinato l’iniziativa, del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa e della European cyclists' federation.
Da tutti congratulazioni per il viaggio che, è stato detto, “riflette l’impegno per gli ideali dell’Unione, perché crediamo nell’importanza di aumentare la consapevolezza dei cittadini circa le azioni e le politiche dell’Ue e di promuovere l’immagine di un’Europa unita nella diversità”.

“Ciascuno deve fare la sua parte dal basso– ha detto Lucia Bruni all’arrivo- e in un momento in cui la memoria condivisa è debole, ho pensato che la legittimità dell’Unione europea può essere rafforzata con la partecipazione emotiva al progetto comunitario. Ho messo il mio cuore al servizio dell’Europa affinché sia più solidale e aperta ai problemi sociali, alla giustizia alla pace, alla tutela dell’ambiente. Ho visitato le istituzioni europee che paiono a volte così lontane, e incontrato persone che nel quotidiano operano al fine di migliorare la vita dei cittadini dell’Unione”.

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Pubblicato il 06/07/2017 — ultima modifica 06/07/2017
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