Pesca, dalla Regione 5,4 milioni per le piccole e medie imprese

Risorse per progetti sulla trasformazione dei prodotti. Caselli: "Opportunità di crescita e occupazione"

05.07.2017

PesceIn arrivo dalla Regione oltre 5,4 milioni per il sostegno a progetti presentati dalle piccole e medie imprese che operano nel settore della trasformazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.È la dotazione del bando approvato dalla Giunta regionale che s’inserisce nell’ambito degli interventi finanziati dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Feamp), il principale strumento di supporto alla nuova politica comune della pesca per la programmazione 2014-2020.

Con il bando appena emanato si punta a dare una spinta all’innovazione di prodotto e di processo, favorire il risparmio energetico, ridurre l’impatto ambientale delle lavorazioni, valorizzare e differenziare la qualità del prodotto ittico e migliorare la sicurezza, l’igiene e le condizioni di lavoro attraverso l’erogazione di contributi fino al 50% delle spese di investimento.

“Con questa iniziativa- sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura e pesca, Simona Caselli - intendiamo sostenere un comparto in forte crescita in Emilia-Romagna e che offre interessanti prospettive di sviluppo anche in chiave occupazionale. Nella selezione dei progetti daremo spazio alle esperienze più innovative, all’insegna del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale e, per la prima volta, finanzieremo anche le attività di trasformazione delle catture non destinate alla tavola”.

 

Le caratteristiche del bando
Dei 5,4 milioni di risorse pubbliche, il 50% sono di provenienza comunitaria (circa 2,7 milioni), il 35% vengono messi a disposizione dallo Sato italiano (oltre 1,9 milioni) e il restante 15% (circa 820.000 euro) sono a carico del bilancio regionale. Le domande di contributo devono essere presentate entro il 26 settembre al Servizio Attività faunistico-venatorie e pesca dell’assessorato regionale all’Agricoltura. Sono ammissibili le spese sostenute dal 26 novembre 2015, purché riferite ad operazioni in corso al momento della presentazione della domanda.

Tra le spese ammissibili rientrano, ad esempio, l’acquisto di macchinari ed attrezzature; la realizzazione di impianti a tecnologie avanzate; gli interventi per il risparmio energetico; l’introduzione e/o l’ammodernamento di impianti ad energia rinnovabili; l’acquisto di edifici già costruiti (per un importo non superiore al 10% della spesa totale ammessa) e di attrezzature informatiche; le opere murarie e impiantistiche strettamente collegate agli investimenti proposti; le spese generali relative al progetto finanziato, quantificate forfettariamente fino ad una percentuale massima del 12% dell’importo totale delle altre spese ammesse.

L’aiuto finanziario è calcolato su progetti di valore compreso tra un minimo di 100.000 ed un massimo di 800.000 euro. Le iniziative devono essere completate entro il 10 agosto 2018. Nella formazione della graduatoria un punteggio più alto sarà assegnato, tra le altre cose, all’imprenditoria femminile e ai progetti nel campo dell’acquacoltura biologica.

Per coloro che operano nel settore dell’acquacoltura e volessero diversificare la propria attività, introducendo anche la trasformazione del proprio prodotto, sarà emanato nei prossimi mesi uno specifico bando.

 

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Pubblicato il 05/07/2017 — ultima modifica 05/07/2017
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