Sicurezza stradale, pedoni più sicuri con il giubbetto catarifrangente

Dall'Osservatorio regionale un invito a puntare sulla prevenzione. In regione nel 2015 sono 50 i pedoni rimasti vittime di incidenti e 38 i ciclisti

19.05.2017

Foto di Marco Caselli Nirmal, archivio Agenzia di informazione e comunicazione Regione Emilia-RomagnaIndossare il giubbetto catarifrangente camminando lungo la strada di sera e in situazioni di scarsa visibilità: un gesto semplice che salva la vita e può diminuire il numero di pedoni che rimangono vittime di incidenti
L’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale della Regione lancia la proposta, puntando sulla prevenzione, che gioca un ruolo fondamentale per proteggere e ridurre il numero di persone che rimangono coinvolte in incidenti sulle strade dell’Emilia-Romagna.

Gli ultimi dati Istat dicono che sono 50 i pedoni e 38 i ciclisti (tabella 3) che nel 2015 sono morti a causa di un incidente. Dal 2010 al 2015 si è registrato una diminuzione della mortalità di tutti gli utenti della strada, passando da 401 a 326 persone decedute sul territorio della nostra regione. Di questi però quasi la metà è costituita proprio dai cosiddetti utenti “deboli”, pedoni, ciclisti e motociclisti (tabella 1).

In regione si conferma tendenzialmente una situazione altalenante che vede il 58% dei decessi dei pedoni nell’area dei 13 comuni più abitati.  Nei comuni di Carpi, Faenza, Ferrara e Imola nel 2015 non si è verificato alcun decesso (tabella 2). 
Per quanto riguarda l’area metropolitana bolognese, sono disponibili anche i dati rilevati dall’Osservatorio dell’incidentalità della Città metropolitana (tabella 4), che evidenziano come dal 2010 al 2015 i pedoni vittime di incidenti siano passati da 21 a 16, con un picco di 23 nel 2014. Considerando che nel 2015 il totale dei decessi sulle strade – sempre nell’area metropolitana – è stato di 64 persone, l'incidenza è stata del 25%.

E’ su questa base che l’Osservatorio propone di estendere anche ai pedoni l’uso del giubbetto catarifrangente - già obbligatorio per i ciclisti fuori dai centri abitati - per contrastare i rischi creati dal buio, dalla scarsa illuminazione della strada e dall’uso di abiti scuri. 
Di notte, infatti il rischio di incidenti e` tre volte piu alto che durante il giorno e come hanno evidenziato diversi studi, gli automobilisti vedono pedoni e ciclisti ad una distanza di 25 metri se indossano vestiti scuri, 40 se indossano vestiti chiari, 140 se indossano accessori catarifrangenti o se sono muniti di luce.

Oltre al giubbetto, un’altra possibilità di segnalazione, quando si porta il cane a passeggio nelle ore serali, è l’inserimento nelle pettorine di sistemi di illuminazione. Per aumentare la sicurezza, inoltre, l’Osservatorio ricorda l’obbligo previsto dal Codice della strada di camminare su un’unica fila nelle strade fuori dai centri abitati "da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere” (art. 190).

Infine anche dalla tecnologia può venire un aiuto per migliorare la sicurezza delle strade. Grazie ai nuovi strumenti il futuro potrebbe essere quello di prevedere varie forme di illuminazione o di segnalazioni luminose delle strisce pedonali per rendere più visibili pedoni e ciclisti. 

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Pubblicato il 19/05/2017 — ultima modifica 19/05/2017
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