Le esperienze più significative in Emilia-Romagna

Biblioteca Sala Borsa di Bologna

“Abbiamo cominciato ad acquistare risorse digitali- racconta Silvia Masi della Biblioteca Sala Borsa di Bologna-, con l'adesione alla piattaforma consortile MLOL nel gennaio del 2012”.
Ma in generale come funziona il prestito digitale? “I nostri lettori possono scaricare fino a 4 ebook al mese, nella maggior parte dei casi per un periodo di 14 giorni, secondo quanto concordato con gli editori. Per il 10% circa della collezione degli ebook, invece, la copia scaricata può essere conservata per sempre dai lettori, che vedono così incrementare le proprie biblioteche digitali personali nel pieno rispetto del diritto d'autore”. Le criticità riguardano la disponibilità dei materiali sia per il download che per la consultazione, limitata rispetto alle richieste dell’utenza, con inevitabili ripercussioni sulle liste di attesa” (peraltro ogni “copia digitale” acquistata può essere presa in prestito da un solo lettore per volta, come per il cartaceo, ndr).

Nonostante questi limiti, in sala Borsa i dati sono incoraggianti: in crescita rispetto al 2015 non solo il budget (+13,6%) e gli iscritti (+10,9%), ma soprattutto il numero delle consultazioni passate dalle 120 mila del 2102 alle 373 mila dello scorso anno (+56,1%). L’unico settore “in crisi” è quello musicale (-6,4%): troppi i canali alternativi e gratuiti per l’ascolto e lo scarico.

Gli ebook sono molto versatili e possono essere letti su ogni tipologia di device (computer, ebook reader, tablet e smartphone). Per facilitare le operazioni di download e la lettura esiste anche una app gratuita, MLOL Reader, disponibile sia per ambiente iOs che Android.

Per quanto riguarda invece quotidiani e riviste, la resa ottimale è la consultazione su computer e tablet, ma si è arricchita di recente anche della possibilità di scaricare pubblicazioni per la lettura offline attraverso l'uso della app specifica PressReader, disponibile per Android, iOs, Windows e Blackberry.
“Non abbiamo dati relativi alle preferenze dei nostri utenti rispetto ai device di lettura”, aggiunge la Masi. “In genere riteniamo che la migliore qualità di lettura sia assicurata dagli ebook reader, che non garantiscono però i vantaggi della facilità di connessione di tablet e smartphone”.

AlmaDL e AlmaRE

AlmaDL gestisce le collezioni digitali della biblioteche universitarie di Bologna. In questi anni queste raccolte sono state incrementate e con esse anche il loro utilizzo: Ams Acta si occupa di pubblicazioni e ricerca, Ams Campus di materiali didattici, Ams Dottorato e Ams Laurea per le tesi di dottorato e le tesi di laurea, AlmaDL Journals per le riviste scientifiche, Ams Historica per edizioni di pregio: fra queste anche uno dei primi codici manoscritti della Divina Commedia di Dante Alighieri e, fra le opere moderne, la rivista “Scientia” su cui hanno pubblicato fra gli altri Einstein e Freud. 

AlmaDL ha inoltre attivato il servizio di deposito legale digitale e l’adozione di identificatori persistenti (Doi e Nbn) che incrementano l’affidabilità e la qualità delle collezioni digitali di Ateneo.

AlmaRE è la Biblioteca delle Risorse Elettroniche dell'Ateneo di Bologna acquisite e messe a disposizione dei propri utenti istituzionali in sinergia fra l’Area Biblioteche e Servizi allo Studio (Abis)  e tutte le Biblioteche del Sistema Bibliotecario dell'Ateneo (Sba) a supporto della qualità della didattica,  della ricerca scientifica e della cosiddetta Terza missione. L'offerta della documentazione digitale di AlmaRE copre tutte le aree disciplinari dell'Ateneo (Medica, Scientifica, Sociale, Tecnica e Scientifica e Umanistica) ed è attualmente costituita da oltre 179.000 e-book, più di 45.000 riviste scientifiche in formato elettronico, circa 260 database bibliografici e a testo pieno.  I due principali progetti in corso per il periodo 2017-2018 sono l’ implementazione del Discovery tool  per la ricerca integrata da un’unica interfaccia delle collezioni documentali dell’Ateneo, sia cartacee che elettroniche, e in collaborazione con l’Area Sistemi e Servizi Informatici dell’Ateneo, il Progetto nazionale sulla preservazione a lungo termine delle collezioni digitali acquisite o prodotte dalle Università italiane attraverso la realizzazione e la sperimentazione di una piattaforma nazionale, coordinata dalla Crui.

Rete Bibliotecaria di Romagna e San Marino

La Rete Bibliotecaria di Romagna e San Marino ha compiuto lo scorso anno trent'anni dalla sua inaugurazione. Dal 1989, con l'ingresso delle biblioteche Saffi di Forlì, Malatestiana di Cesena e Gambalunga di Rimini, ha acquisito una dimensione romagnola. È una delle reti bibliotecarie italiane più estese: vi aderiscono 57 Comuni e 162 biblioteche di varia appartenenza (comunali, private, enti pubblici, statali, ecclesiastiche, scolastiche) La popolazione servita ammonta ad oltre 1.120.000 cittadini, compresi quelli della Repubblica di San Marino, che ha aderito alla Rete nel 2008. Il catalogo contiene più di 4 milioni di documenti e il prestito di ebook che in questi anni si è triplicato.

La rete si è sempre contraddistinta per l'impiego delle tecnologie nei servizi al pubblico: è del 1986, per esempio, per l'automazione del prestito e l'utilizzo dei codici a barre. 

Nel settore della digitalizzazione è attiva dal 2001/2002, da quando è stato presentato il progetto di Biblioteca digitale romagnola nell'ambito del primo piano telematico della Regione Emilia-Romagna con la scelta  di non realizzare un portale ad hoc, che è invece la modalità più comune, ma di dare accesso ai periodici (sfogliandoli, stampandoli ecc.) direttamente dal catalogo. 

“Le difficoltà della digitalizzazione, più che economiche o tecnologiche, sono culturali e gestionali– continua Leombroni- e discendono in primo luogo dall'assenza di una politica nazionale nel settore. Gli effetti di questa mancanza di politica sono duplicazioni di interventi (spesso si digitalizzano le stesse cose), utilizzo di tecnologie eterogenee o di diversi sistemi di meta-datazione che spesso conducono alla creazione di una sorta di album fotografici più che di risorse fruibili in modo integrato con quelle più tradizionali, la mancanza di interventi sistematici”. 

Biblioteca dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna

Duecentottanta bibliografie, sezioni  e approfondimenti tematici sul sito www.assemblea.emr.it/biblioteca  (parità di genere, informazione, riforme costituzionali, criminalità e sicurezza) danno accesso al patrimonio della biblioteca dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna. Qui sono stati digitalizzati circa 3.000 vhs che raccontano la storia di questa regione: documentari sulla storia, la cultura e la società emiliano romagnola, prodotti da registi come Florestano Vancini o da firme del giornalismo come Filippo Vendemmiati. Un centinaio di questi titoli sono anche disponibili online. 

Dice la responsabile Donata Benini: “Il nostro lavoro è soprattutto di raccolta, segnalazione e divulgazione delle pubblicazioni e dei prodotti editoriali che la Regione Emilia-Romagna, e la pubblica amministrazione, produce in digitale, che è ormai la forma prevalente. Segnalo però che alla maggior diffusione di questi materiali si accompagna spesso un problema di conservazione dell’informazione digitale presente in rete, con rischi di volatilità e di oblio di alcuni prodotti che, ad esempio, vengono costantemente aggiornati, perdendo così le versioni originali che hanno un loro preciso valore storico e documentale nel contesto in cui sono state realizzate”. 

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