Terremoto, la ricostruzione

La Zincol Italia rinasce a San Felice sul Panaro (Mo), ripartono produzione e lavoro

Oltre 18 milioni di euro il finanziamento regionale. Bonaccini: "Grande lavoro di squadra" L'assessore Costi: "Un altro tassello produttivo che risorge dopo il sisma"

Dopo il terremoto del maggio 2012, a San Felice sul Panaro, nel modenese, riapre la Zincol Italia, azienda leader nel settore della zincatura a caldo dell’acciaio. Grazie a un importante finanziamento regionale di oltre 18 milioni di euro, di cui 7,6 milioni per la struttura e 10,6 per i beni strumentali, l’impresa, seconda in ordine di importanza produttiva tra i sette stabilimenti del Gruppo dislocati tra Veneto, Friuli e Lombardia, ora può ripartire con la produzione, rimettendo al lavoro 45 persone.

Al taglio del nastro, questa mattina, erano presenti il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini,e l’assessore a Ricostruzione post sisma e Attività produttive, Palma Costi.

“Un grande lavoro di squadra- afferma Bonaccini- ha permesso anche a questa azienda, come a molte altre nel cratere, di restare e di scommettere sul proprio futuro. Stiamo investendo nella capacità produttiva e attrattiva dell’Emilia-Romagna, mettendo al centro le persone e puntando su ricerca e innovazione per competere anche a livello internazionale. Che protagoniste di questo percorso siano, come in questo caso, imprese colpite dal terremoto del 2012 va a merito in primo luogo di imprenditori e lavoratori straordinari e dell’impegno delle istituzioni”.

“È una grande soddisfazione vedere un altro importante tassello produttivo dell’Emilia-Romagna risorgere dopo il sisma- commenta Costi-. La testimonianza che insieme, con la collaborazione della proprietà e degli amministratori locali, ci si può rialzare più forti di prima. Rimettere al lavoro le persone nello stesso luogo, con una fabbrica all’avanguardia, significa ridare speranza a tutta la comunità”.

Lo stabilimento del Polo industriale di San Felice, che sorge su una superficie di 78 mila metri quadri di cui 18 mila di struttura coperta, è stato ristrutturato nel rispetto delle nuove normative, tenendo conto anche della loro possibile evoluzione a livello comunitario. Sono stati seguiti i più recenti standard anti-sismici e sono stati migliorati gli impianti con grande attenzione all’ambiente (ad esempio, le emissioni in atmosfera con assenza di vapori acidi, la segregazione delle polveri e la protezione antiacida e dei bacini di sicurezza) e al risparmio energetico, che consentirà di abbassare i consumi dell’80%.
Il progetto complessivo di ristrutturazione è costato 18.080.000 milioni di euro con una economia nei lavori di 124 mila euro rispetto a quanto preventivato.

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Pubblicato il 28/11/2016 — ultima modifica 28/11/2016
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