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Agroalimentare 2.0

Vista da vicino del 6 agosto 2014

Anno: 2014

Natura e tecnologia alleate e non contrapposte. La qualità e l'efficienza dell'agroalimentare emiliano-romagnolo che guarda all'Expò 2015 conta proprio sulla positiva integrazione di innovazioni tecnologiche e rispetto dell'ambiente e della tradizione. Ciò è evidenziato dall'esempio di due realtà del territorio che, in modo diverso, dimostrano quanto sia non solo possibile, ma necessario utilizzare i mezzi più avanzati per preservare e rendere competitivo il lavoro di sempre. Nella puntata vediamo come una cooperativa del bolognese utilizza l'agricoltura di precisione, con macchine guidate dal satellite e rilevazioni elettroniche che consentono il trattamento personalizzato di ogni piccolo quadretto di terreno per aumentarne la produzione; e come padre e figlio, nel modenese, abbiano preservato dall'estinzione la Mora Romagnola, una tipologia di maiale molto pregiata, mantendendo l'allevamento allo stato brado, ma impiantando un chip all'orecchio degli animali che consente di tracciarne l'intera esistenza, l'alimentazione e, successivamente, di leggere in etichetta sui prodotti l'esatta provenienza della carne che li compone.

Trascrizione

Ermanno Muolo – Giornalista Voce Narrante
Un'agricoltura che protegge la natura ma in cui le macchine sono guidate dal satellite; animali quasi estinti che pascolano liberi ma con all'orecchio un chip che ne traccia l'intera esistenza. In questa apparente contraddizione sta l'essenza e la forza propulsiva dell'agroalimentare emiliano romagnolo che marcia verso l'Expo' 2015, in cui tradizione e innovazione, natura e tecnologia, sono alleate verso la ricerca di qualità ed efficienza. Nel bolognese andiamo a conoscere una cooperativa che, in un contesto di un fabbisogno sempre crescente di risorse alimentari, ha compreso in anticipo come fosse imperativo produrre cibo sano e di qualità, rispettando gli aspetti ambientali e la biodiversità, e garantendo comunque profitto senza mettere a rischio la fertilità dei terreni, da lasciare alle generazioni seguenti.
Era dunque necessaria una efficienza sempre maggiore e la strada intrapresa è stata quella dell'agricoltura di precisione.

Eros Gualandi – Dir. Coop Agricola “il Raccolto” - San Pietro in Casale (Bo)
L'agricoltura di precisione permette di rendere consapevoli gli agricoltori di quello che stanno facendo in un determinato momento e su una determinata superficie dell'azienda. Le macchine della raccolta sono dotate di sensori in grado, sull'intero flusso della produzione, di monitorarne gli aspetti di resa e di qualità, di elaborare questi dati in forma cartografica e di fare vedere agli agronomi sostanzialmente come è variabile la produzione su un terreno per poi intervenire, con un'alimentazione corretta tramite la fertilizzazione, punto per punto, per area, un'alimentazione idonea alla produzione di quell'area. Le macchine sono guidate dal satellite che individua l'esatta posizione e, ricevuto una posizione, la macchina si autoregola rispetto al bisogno di quell'area. In termini di resa l'obiettivo è quello di aumentare sull'intera superficie la produzione ma anche gli aspetti qualitativi.

Ermanno Muolo – Giornalista Voce Narrante
A Montetortore, nel Modenese, padre e figlio continuano il lavoro del nonno salvando una razza praticamente estinta, la Mora Romagnola, e rendendola un punto fermo della qualità della salumeria regionale e nazionale, muovendosi tra rigoroso rispetto dell'allevamento brado e novità tecnologiche.

Emanuele Ferri – Azienda Zootecnica “Ca' Lumaco” - Zocca (Bo)
Mio padre ha deciso di fare un allevamento di altissima qualità cercando di recuperare questa razza, non solo allevandola ma dedicando un podere intero al pascolo di questi animali e alimentandoli al meglio possibile. La tecnologia ci ha dato un grosso contributo. Per mezzo di un chip che viene messo al momento della marchiatura, perché tutti gli animali sono iscritti al registro delle politiche agricole e forestali, attraverso questo chip tracciamo l'animale dalla nascita fino alla morte, dando garanzie al consumatore finale. Grazie a questo chip quando l'animale viene macellato e lavorato, l'animale viene tracciato e in etichetta viene riportato un qrcode, leggibile con qualsiasi smartphone, che porta direttamente al nostro sito e alla “carta di identità” di quell'animale: sesso, matricola, quanto tempo è vissuto, il tipo di prodotto e gli ingredienti

Ermanno Muolo – Giornalista Voce Narrante
L'agroalimentare in emilia romagna oggi, tra passato e futuro, tutto è come è sempre stato, niente è come prima.

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pubblicato il 2014/08/06 00:00:00 GMT+2 ultima modifica 2018-03-15T18:00:14+02:00

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