Quello del Comune di Cesena è uno dei 42 progetti presentati da Comuni e Unioni di Comuni e finanziati dalla Regione per l’assistenza e il supporto ai profughi accolti in Emilia-Romagna. In particolare, sono state favorite la partecipazione ai centri estivi e l’integrazione nella scuola e nella comunità. Nella città romagnola circa un centinaio tra bambini del nido e ragazzi fino alle superiori hanno partecipato alle azioni promosse nell’ambito del progetto “Cesena per i bambini e le bambine dell'Ucraina: mense, sport e promozione della lettura”. Come ci racconta Monica Esposito, dirigente Settore Servizi educativi, istruzione, sport e politiche delle differenze del Comune di Cesena, costruire relazioni nel nostro contesto era fondamentale anche per un recupero a livello emotivo di serenità e tranquillità”. Anche dalla città è arrivata una risposta con cittadini che “hanno reso disponibili tantissime abitazioni dove hanno trovato ospitalità” i profughi.

Il progetto ha puntato sul costruire relazioni. Qual è stata la risposta dei profughi?

La partecipazione è stata alta. Per i piccolissimi abbiamo attivato momenti nei Centri per le famiglie. Abbiamo sentito il bisogno di normalità e, quindi, di partecipazione. Abbiamo cercato di farli sentire dei cittadini della nostra città.

Ascolta l’intervista a Monica Esposito, dirigente Settore Servizi educativi, istruzione, sport e politiche delle differenze del Comune di Cesena