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Terremoto, la ricostruzione

La situazione al 27 luglio

L'assistenza alla popolazione

Tra Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, sono 8.729 le persone assistite grazie all’impegno del Servizio nazionale della protezione civile nei campi di accoglienza, nelle strutture al coperto (scuole, palestre e caserme) e negli alberghi che hanno offerto la loro disponibilità attraverso la convenzione siglata con Federalberghi e Asshotel.

In Emilia Romagna, in particolare, il numero dei cittadini assistiti è sceso a 8.549, di cui 6.190 sono ospitati nei campi tenda, 308 nelle strutture al coperto e 2.051 in strutture alberghiere.

Nella Regione Lombardia, invece, risultano assistite 163 persone, ospitate all’interno del campo attivo nella provincia di Mantova. Nella Regione Veneto, infine, risultano assistite, in albergo, 17 persone.

Dopo il campo a San Possidonio gestito fino a domenica dalla colonna mobile della Regione Toscana, ieri sera sono state chiuse altre due aree di accoglienza in Emilia-Romagna, una a San Felice sul Panaro (MO) dove operava la Protezione civile della Provincia autonoma di Trento (che dal 29 luglio subentrerà alla colonna mobile della Regione Liguria nella gestione del campo nella frazione di San Biagio), e l’altra a Bondeno (FE) gestita dalla sezione comunale dell’organizzazione di volontariato CNGEI. Gli ospiti del campo di San Felice che non sono potuti rientrare nelle proprie abitazioni e che non hanno scelto la soluzione dell’autonoma sistemazione, sono stati accolti negli altri tre campi ancora attivi nel comune; invece, coloro che erano ospitati nell’area di Bondeno, hanno trovato sistemazione in alberghi della zona.

Le verifiche di agibilità

A oggi, sono 35.013 le strutture controllate in Emilia Romagna con sopralluoghi di valutazione dell’agibilità post-sismica mirata con la scheda Aedes (Agibilità e Danno nell’emergenza sismica, ossia uno strumento omogeneo per il rilievo del danno), che viene utilizzata su edifici pubblici e privati che hanno riportato danni. Dagli esiti emerge che il 36,1% degli edifici è immediatamente agibile, il 22,5% temporaneamente o parzialmente inagibile, il 35,7% inagibile e il 5,7% inagibile per rischio esterno, ossia a causa di elementi esterni pericolanti il cui crollo potrebbe interessare l’edificio.

Proseguono le verifiche speditive condotte su istanza dei Sindaci dai tecnici del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che in Emilia hanno superato quota 56.880; di queste, poco meno di 45.000 si sono concluse con esito immediatamente favorevole – cioè con la dichiarazione di agibilità delle unità d’uso ispezionate – mentre le restanti quasi 12.000, ritenute non fruibili, hanno richiesto una verifica più approfondita con scheda Aedes.

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pubblicato il 2012/07/27 00:00:00 GMT+2 ultima modifica 2012-07-27T17:58:00+02:00

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